Ulrike Rauh

Dodici passeggiate veneziane

Textauszüge

“Dall´acqua spuntano palazzi riccamente ornati con archi, colonne e balconi, mentre i pali torniti aspettano le gondole. Un fitto verde si arrampica intorno al bianco Palazzo Venier dei Leoni di Peggy Guggenheim, mai finito. Là dietro, la Salute si erge dalla laguna – una chiesa tranquilla, imperturbabile alla frenesia della sua scalinata. Davanti a me si allarga il Canal Grande, apre le sue braccia e si allunga fino alla Riva degli Schiavoni, mentre le punte delle sue dita giocano con il Lido.”

Dalla quarta passeggiata, “La fiaba veneziana”, p. 23

“Sento suoni d´un violino provenire dal Caffè Lavena. Vado all`imbarcadero. La sera avvolge la città nel suo nero mantello. ´Abends bei Mondschein am offenen Fenster zu sitzen und Santa Maria della Salute zu betrachten…ist einfach herrlich!´, Chaikowskij scrisse di nuovo alla Signora von Meck, il 16 novembre 1877.´“

Dalla nona passeggiata, „Caffè con Chaikowskij”, p.48

Mio caro Thomas, finalmente ho trovato la mia Torcello! Sono seduta su un pontile di legno davanti a uno stretto canale. Alcuni cespugli di tamarischi fanno ombra, ma irregolarmente. Guardo un capanno per le barche. Un gabbiano si libra dal mare verso il canale e si posa su un palo. È silenziosissimo qui – è un silenzio grigio-verde…
Senti il profumo di Torcello?
Fra poco un treno mi porterá a Vienna.

La tua “veneziana”

Dalla dodicesima passeggiata, “Tranquillità sull´isola di Torcello”, p.59

Ulrike Rauh